Negozio climatizzatore daikin Milano

Nell’attuale situazione di emergenza pandemica da SARS-CoV-2 e in vista dell’arrivo della bella stagione, e quindi del caldo,  uno dei problemi potrebbe esere andare in un Negozio climatizzatore Daikin Milano uno dei dubbi che possono sorgere è quello dell’eventuale pericolo di diffusione della malattia dovuto all’utilizzo dei condizionatori Ulteriori preoccupazioni sono emerse in seguito alla pubblicazione sulla rivista americana Emerging Infectious  Diseases di un articolo in cui si parlava proprio della possibilità di trasmissione del nuovo coronavirus attraverso l’aria condizionata.È bene ricordare che attualmente la trasmissione della malattia COVID-19 avviene solo per via interumana, prevalentemente per via aerogena diretta attraverso l’inalazione di goccioline respiratorie (droplet) prodotte quando una persona infetta tossisce, starnutisce o semplicemente espira.

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È importante sottolineare che i droplet, di dimensioni maggiori ai 5µm, generalmente si propagano solo per brevi distanze. Meno frequentemente la trasmissione può avvenire per via indiretta toccando una superficie o un oggetto, su cui sia presente il virus, e poi toccandosi bocca, naso o occhi. Un’altra possibile modalità di trasmissione della malattia, esclusivamente in ambito ospedaliero, è quella dovuta alla formazione di aereosol in pazienti infetti che vengono sottoposti ad alcune manovre mediche come esecuzione di tampone rinofaringeo, intubazione tracheale, aspirazione bronchiale, broncoscopia, induzione dell’espettorato, rianimazione cardiopolmonare. Queste particelle di dimensioni inferiori ai 5 μm possono rimanere nell’aria per lunghi periodi di tempo e percorrere, trasportate da moti turbolenti, diversi metri

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Facendo riferimento a alle spiegazioni avute nel Negozio climatizzatore Daikin Milano  quest’ultimo aspetto, è stato quindi ipotizzato, ma assolutamente non dimostrato, che l’aria condizionata possa aerosolizzare il virus e trasmetterlo a distanza è importante sottolineare che ad oggi le fonti ufficiali non riportano alcuna evidenza della possibile trasmissione del sars-cov-2 per via aerea attraverso aerosol, tranne nella situazione descritta in ambito medico-ospedaliero.a tal proposito, il dott. giovanni rezza, direttore del “dipartimento malattie infettive” dell’istituto superiore di sanità (iss), in riferimento al caso riportato nella rivista americana ha affermato che il titolo dell’articolo (trasmissione del nuovo coronavirus attraverso l’aria condizionata) è sicuramente fuorviante e non è stata certamente l’aria condizionata in sé a trasmettere il virus. ad oggi si può affermare che, generalmente, affinché si abbia il contagio, è necessario un contatto abbastanza ravvicinato con la persona infetta. in relazione al caso specifico riportato nell’articolo, si è chiarito che la trasmissione, in maniera eccezionale, si era realizzata fra due famiglie sedute in tavoli vicini, anche se distanti più di un metro, ma con la presenza di aria condizionata che creava correnti significative in grado di spostare le goccioline di saliva ad una maggiore distanza del normale, il tutto in un ambiente chiuso.

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Anche in questa situazione, come nel caso prima descritto sentito nel Negozio climatizzatore Daikin Milano  i ricercatori cinesi hanno dimostrato che i getti dei condizionatori creavano forti correnti d’aria in grado sospingere a distanza notevole le goccioline di saliva (droplet) emesse dal cliente infetto.Ad ulteriore conferma di quanto detto, anche il Dott. Alessandro Miani, Presidente del SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale), afferma che i condizionatori possono creare turbolenze interne e flussi d’aria e quindi favorire lo spostamento in più direzioni e a maggior distanza delle goccioline di saliva normalmente emesse quando parliamo, tossiamo o starnutiamo.